“Non c’è moderna democrazia senza parità di genere”.
In Italia e in Europa, riparte la campagna per una democrazia paritaria. Un appello della Lobby Europea delle Donne in vista delle elezioni del 2009, mentre la proposta di legge di iniziativa popolare è ferma al Parlamento italiano.
“Non c’è moderna democrazia senza parità di genere”.
Con questo messaggio la Lobby Europea delle Donne (EWL), organizzazione che coordina circa tremila associazioni femminili, ha inaugurato il 16 settembre 2008 a Bruxelles la sua campagna 50/50, per incrementare la presenza delle donne ai vertici della politica europea ed assicurare la parità di rappresentanza in tutti gli organi decisionali europei e nazionali, in occasione delle prossime elezioni europee del 2009. La campagna, che durerà fino a giugno del prossimo anno, dispone di un sito dedicato e sarà arricchita da altre iniziative rivolte ai partiti e responsabili politici a livello nazionale con la richiesta di riequilibrare la rappresentanza delle donne e degli uomini nelle liste per le elezioni europee e nella successiva scelta dei commissari.
Nelle ultime elezioni del Parlamento europeo, svolte nel 2004, le donne elette sono state 222 su un totale di 732 deputati, quindi circa il 30%, la stessa quota raggiunta nel 1999. Solo la Svezia ha eletto una maggioranza di donne (58%), altri quattro paesi sui 25 allora membri dell’Unione hanno superato il 40%, mentre a parte Cipro e Malta, solo Italia e Polonia non hanno raggiunto il 20%. Nella Commissione Europea le donne sono esattamente un terzo: nove su ventisette, tra cui una dei tre vicepresidenti.
La Vice Presidente della Commissione Europea Margot Wallström è promotrice della campagna: la commissaria svedese aveva denunciato un anno fa il maschilismo delle istituzioni europee, in cui “i vecchi uomini scelgono vecchi uomini”.
Un panel di celebri donne politiche hanno partecipato al lancio, tra cui Mary Robinson, ex presidente irlandese e oggi presidente del Consiglio Mondiale delle Donne Leader, Bibiana Aido, ministra spagnola per le pari opportunità, e l’ex ministra italiana Emma Bonino.
Proprio Emma Bonino, durante un incontro organizzato a Roma dall’Associazione Federativa Femminista Internazionale presso la Casa Internazionale delle Donne, dal titolo significativo Donne, non panda, ha sottolineato il deficit democratico dell’Italia, addirittura “patetico” per quanto riguarda la democrazia di genere, e ha ribadito che “le donne non possono aspettare di essere cooptate”. Il dibattito è stato un momento di rilancio delle proposte per l’attuazione di una democrazia paritaria nel nostro paese, tra cui il disegno di legge di iniziativa popolare lanciato dall’Unione Donne in Italia, che prevede l’alternanza dei due generi in tutte le liste elettorali, e che giace nelle Commissioni parlamentari in attesa di esame.
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